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Larve di Lema Melanopa su frumento

Nei giorni scorsi, in molti areali di coltivazione del grano, si notavano attacchi di popolazioni larvali di Oulema melanopus L. nota più semplicemente come lema del frumento, un coleottero crisomelide. Come si può notare nelle foto, le larve sono generalmente lunghe 4-5 mm, presentano un corpo ricurvo, coperto di uno strato gelatinoso di colore grigio-giallastro costituito di escrementi. I danni da rosure sono esclusivamente a carico della pagina superiore delle foglie, sia nel caso di attività trofica delle larve che degli adutli. Questi ultimi presentano elitre blu-verdi (meno frequentemente nere), mentre scutello, femori e tibie sono di colore arancio scuro. 

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La farina di colza farebbe aumentare la produzione di latte e il tenore proteico

Sull’Agricultural Research magazine dell’USDA è stato recentemente pubblicato il risultato di uno studio comprativo (a onor del vero poco dettagliato) tra le farine di soia e di colza utilizzate come fonti proteiche.

Occorre ricordare che soia e colza, colture molto diverse dal punto di vista agronomico, nel momento in cui vengono destinate all’alimentazione del bovini, richiedono un approccio diverso, con il fine comune di evitare problemi agli animali.

La soia tal quale, cruda, contiene alcuni fattori antinutrizionali, in grado di inibire l'attività enzimatica della tripsina, limitando così la disponibilità della metionina e di altri amminoacidi. Il contenuto in fattori antitripsici per quanto riguarda il seme integrale crudo, varia da 21,1 mg/g a 31,1 mg/g che corrisponde a 50 a 58 mg/g nella farina integrale. Tali fattori antinutritivi sono termolabili, è necessario quindi, onde evitare una riduzione della disponibilità di proteina, sottoporre il prodotto ad un trattamento termico (tostatura)

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La Russia aumenta le esportazioni di grano.

Secondo le previsioni dell’USDA (US Department of Agriculture) la Russia potrebbe segnare nel 2016 un nuovo record per le esportazioni di grano farina e derivati (sono oltre 24 i Milioni di ettari coltivati) diventando di fatto il secondo esportatore al mondo.

Secondo l’USDA le esportazioni russe dovrebbero aumentare del 3% raggiungendo 23,5 milioni di ton. Gli Stati Uniti, dovrebbero esportare 21,8 milioni di tonnellate, il valore più basso negli ultimi 44 anni mentre il Canada si posiziona al terzo posto con 20,5 milioni (24,1 nel 2015).

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Il tempo di insilamento influisce sulla qualità dell'insilato

Prima di entrare nel vivo di un articolo che riprendiamo da http://hayandforage.com, dobbiamo immaginarci un contesto ideale in cui la massa insilata sia “stabile” nel senso che le operazioni di insilamento siano state fatte correttamente, così come la copertura del silo e che il tasso di desilamento (cm/giorno) sia proporzionato alle dimensioni della trincea; questa serie di elementi si sommano sinergicamente per ostacolare l’ingresso di ossigeno nella trincea, che è la causa principale del deterioramento (quali e quantitativo). Non ultimo è importante che la trinciatura del mais sia stata effettuata con un valore di sostanza secca del 32-34% e che le piante trinciate fossero “sane”.

Cosa accade al trinciato di mais a seguito dell'insilamento?

Generalmente dopo l’insilamento e per i 20/25 giorni successivi la massa attraversa le seguenti fasi:

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Lavorazioni del terreno: quali sono i meccanismi coinvolti nell'alternanza gelo/disgelo ?

Tutti gli agricoltori sanno che l'inverno, grazie alle gelate del suolo (purtroppo sempre più rare e di breve durata), è un forte alleato nel creare le condizioni ideali per la preparazione dei letti di semina primaverili. Infatti l'alternanza gelo/disgelo, agisce come una vera e propria lavorazione del terreno e a volte, quando si presenta di forte entità è un meccanismo capace anche di correggere anche il compattamento dovuto al calpestio.

Quali sono le forze che agiscono durante l’alternanza tra gelo e disgelo?

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