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Hai previsto di reintegrare la sostanza organica (e i nutrienti) dopo la raccolta del trinciato ?

Con lo sviluppo e la diffusione degli impianti per la produzione di biogas, per le aziende agricole si è aperta la strada per la vendita di una "nuova" materia prima, il trinciato di mais e in molte oggi coltivano questo cereale proprio per venderlo come trinciato ai biodigestori. Fino a pochi anni fa, il mais da trinciato era invece appannaggio delle sole aziende zootecniche ed erano molto poche le aziende maidicole che vendevano il trinciato alle stalle. In questa situazione, i terreni godevano dei benefici della letamazione e non era inusuale che le aziende vendessero il trinciato, chiedendo il letame come merce di scambio a compensazione del prezzo.

 

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Come ottimizzare la densità del trinciato di mais per minimizzare le perdite ossidative dell'insilato

1 day cutting, 365 days feeding - 1 giorno di taglio, 365 giorni di alimentazione

Parliamo ovviamente di trinciato di mais. Si trincia per poche ore o pochi giorni ma l’insilato lo utilizziamo per 365 giorni l’anno. Apparentemente si tratta di un’osservazione scontata e banale ma a guardarci bene il concetto è abbastanza forte da meritare tutta la nostra attenzione.

Il contesto

Difficile stimare con accuratezza la superficie a mais che in Italia sarà destinata all’insilato ma sembra oramai abbastanza chiaro che sia poco meno della metà di quella seminata. Negli ultimi anni di contrazione delle superfici a mais, il trinciato ha mantenuto una certa stabilità, in ogni caso l’ettarato ha subito cali irrisori rispetto a quanto accaduto per la granella. In questo momento dell’anno, le scelte di natura agronomica sono oramai compiute e solo l’irrigazione può ancora avere un peso importante per garantire un buon prodotto per la trinciatura e l’insilamento. Ibrido, semina, lavorazioni, rotazioni, concimazioni e trattamenti non si possono più modificare ma con la trinciatura si apre nuovamente la possibilità di fare delle scelte importanti, delle scelte che condizioneranno (inevitabilmente) la qualità dell’insilato e quindi della razione.

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Larve di Lema Melanopa su frumento

Nei giorni scorsi, in molti areali di coltivazione del grano, si notavano attacchi di popolazioni larvali di Oulema melanopus L. nota più semplicemente come lema del frumento, un coleottero crisomelide. Come si può notare nelle foto, le larve sono generalmente lunghe 4-5 mm, presentano un corpo ricurvo, coperto di uno strato gelatinoso di colore grigio-giallastro costituito di escrementi. I danni da rosure sono esclusivamente a carico della pagina superiore delle foglie, sia nel caso di attività trofica delle larve che degli adutli. Questi ultimi presentano elitre blu-verdi (meno frequentemente nere), mentre scutello, femori e tibie sono di colore arancio scuro. 

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La farina di colza farebbe aumentare la produzione di latte e il tenore proteico

Sull’Agricultural Research magazine dell’USDA è stato recentemente pubblicato il risultato di uno studio comprativo (a onor del vero poco dettagliato) tra le farine di soia e di colza utilizzate come fonti proteiche.

Occorre ricordare che soia e colza, colture molto diverse dal punto di vista agronomico, nel momento in cui vengono destinate all’alimentazione del bovini, richiedono un approccio diverso, con il fine comune di evitare problemi agli animali.

La soia tal quale, cruda, contiene alcuni fattori antinutrizionali, in grado di inibire l'attività enzimatica della tripsina, limitando così la disponibilità della metionina e di altri amminoacidi. Il contenuto in fattori antitripsici per quanto riguarda il seme integrale crudo, varia da 21,1 mg/g a 31,1 mg/g che corrisponde a 50 a 58 mg/g nella farina integrale. Tali fattori antinutritivi sono termolabili, è necessario quindi, onde evitare una riduzione della disponibilità di proteina, sottoporre il prodotto ad un trattamento termico (tostatura)

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La Russia aumenta le esportazioni di grano.

Secondo le previsioni dell’USDA (US Department of Agriculture) la Russia potrebbe segnare nel 2016 un nuovo record per le esportazioni di grano farina e derivati (sono oltre 24 i Milioni di ettari coltivati) diventando di fatto il secondo esportatore al mondo.

Secondo l’USDA le esportazioni russe dovrebbero aumentare del 3% raggiungendo 23,5 milioni di ton. Gli Stati Uniti, dovrebbero esportare 21,8 milioni di tonnellate, il valore più basso negli ultimi 44 anni mentre il Canada si posiziona al terzo posto con 20,5 milioni (24,1 nel 2015).

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