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Aprile: il mese dell’incertezza

Il 2019 sembra molto differente dal 2013, quando a causa di piogge continue e abbondanti fu praticamente impossibile seminare mais fino ai primi di giugno. Molti maiscoltori che comunque provarono a seminare, approfittando delle ristrette finestre temporali asciutte, poi dovettero riseminare i propri campi a causa dell’asfissia dovuta alle prolungate sommersioni.

Il mese di marzo 2019 si è invece chiuso con dati medi di temperature e piovosità alquanto anomale per il periodo, classificandosi all’ottavo posto quanto a temperature nella serie storica dal 1800, con le regioni del Centro-Nord a segnare i dati più elevati, spesso superiori ai 20°C.

Purtroppo, anche per i mesi di aprile e maggio le previsioni di medio termine fanno intuire temperature superiori alla media di 1,5-2°C.

Anche le piogge sono state quasi assenti al Nord nel mese di marzo, manifestandosi solo attraverso sporadici temporali localizzati.

Soltanto a inizio aprile è giunta una temporanea e irregolare perturbazione che ha portato alcuni giorni di pioggia, sebbene non sufficiente a colmare il gap pluviometrico accumulato nelle settimane precedenti.

Se quindi tali precipitazioni hanno rappresentato una grande fortuna per chi avesse seminato il mais a fine marzo, le prossime settimane potrebbero ricreare velocemente lo stato di siccità precedente, anche considerando le temperature elevate che favoriscono la rapida perdita di umidità nel terreno.

Per chi dovesse quindi ancora seminare il mais dopo la metà di aprile vi è il rischio di non poter contare su una sufficiente idratazione del letto di semina.

Bene quindi prevedere tale ipotesi al momento di scegliere quali ibridi seminare, in quanto non tutti, per quanto produttivi in condizioni medie normali, offrono la medesima flessibilità in caso di scarsa dotazione idrica.

Meglio cioè optare per genetiche che risultino produttive anche  in  condizioni  non  ottimali  al momento della germinazione, possibilmente conciate o comunque accompagnate da specifici prodotti atti a svolgere un ruolo di sostegno alla coltura in termini nutrizionali e biostimolanti.

In tal modo, gli ibridi possono svilupparsi velocemente anche in condizioni di ristrettezza idrica, tenendo il passo con il normale ciclo di sviluppo senza accumulare pericolosi ritardi della fioritura a inizio estate.


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