Un catalogo
completo e
multispecie, per
le semine
primaverili e
autunnali

Per vernalizzazione si intende l’induzione della fioritura mediante un trattamento a basse temperature

Nel caso dei cereali, questi rispondono alle basse temperature quando si trovano allo stadio di plantula o anche di seme, purché sia presente una quantità sufficiente di ossigeno e di acqua. La temperatura ottimale per  la  vernalizzazione  è  compresa  tra  0°C  e  7°C  (le  temperature  tra  -4  e  0°C  e  tra  7  e  15°C  hanno  un influenza minore sul processo,

ma anch’esse contribuiscono a soddisfare il fabbisogno di freddo).

  • L’intervallo di temperature entro le quali la vernalizzazione è efficace è compreso tra – 4°C e 15°C
  • I giorni utili per la vernalizzazione (giorni di freddo) sono quelli nei quali la temperatura media dell’aria si trova all’interno di questo intervallo.
  • Varietà  diverse  possono  avere  diverso  fabbisogno  in  freddo  (richiedono  un  periodo  di  vernalizzazione diverso)

L’effetto vernalizzante delle basse temperature può essere percepito:

  •  durante la germinazione
  •  durante la fase vegetativa
  •  durante la formazione del seme sulla pianta madre

Nelle  varietà  di  avena,  orzo,  segale,  frumento  e  triticale,  è  possibile  osservare  un  ampio  intervallo  di fabbisogno in freddo, in base al quale le diverse varietà vengono classificate come:

A)  ad habitus invernale, quando la vernalizzazione è indispensabile perché avvenga la differenziazione dei fiori;

B)  ad habitus primaverile, quando la vernalizzazione non é necessaria perché avvenga la differenziazione dei fiori;

C)  tipi  intermedi  o  facoltativi  nei  quali  la  vernalizzazione,  pur  non  essendo  indispensabile  per  la differenziazione fiorale, accelera lo sviluppo. La  vernalizzazione  può  essere  definita  come  un  meccanismo  complesso  che  rende  una  data  varietà  di frumento  sensibile  od  insensibile  al  fotoperiodo.  Una  pianta  che  è  stata  completamente  vernalizzata, ovvero  che  ha  avuto  esperienza  di  una  certa  quantità  di  basse  temperature  nel  corso  del  suo  sviluppo vegetativo,  diventa,  una  volta  soddisfatto  questo  suo  “fabbisogno  in  freddo”,  sensibile  al  fotoperiodo  (quando  il  periodo  d’illuminazione  giornaliero  supera  le  14  ore)  e  quindi  in  grado  di  rispondere  alle condizioni ambientali producendo un maggior o minor numero finale di foglie. Al contrario, una pianta non-vernalizzata è insensibile al fotoperiodo e continua a restare nello stadio vegetativo per un periodo molto prolungato di tempo. Alla mancata vernalizzazione corrisponde quindi la produzione di un numero finale di foglie molto elevato, al punto che una varietà di grano fotoperiodica coltivata in un clima caldo o seminata in una stagione avanzata e molto calda non riesce mai a uscire dalla propria fase vegetativa producendo un numero aberrante di foglie senza mai riuscire a produrre la spiga.


 

Dettagliamo  acluni fattori ambientali e le fasi in cui intervengono:
TEMPERATURA, VERNALIZZAZIONE, FOTOPERIODO (soglia della lunghezza del giono , o , meglio sarebbe dire della notte) E ORE DI ILLUMINAZIONE (che influenza la comparsa delle foglie – INTERVALLO FILLOCROMICO).


FASE 1 – Dall’emergenza all’induzione fiorale 

Questa  fase  è  controllata  dalla  vernalizzazione,  dalle  unità  termiche,  dal  fotoperiodo,  dai  coefficienti genetici  specifici  per  la  vernalizzazione  e  per  il  fotoperiodo  e  dall’intervallo  fillocromico  (il  fillocromo  è l’intervallo di tempo tra la comparsa degli apici fogliari espresso in gradi-giorno).

FASE 2 – Dall’induzione fiorale all’inizio della crescita della spiga 

Questa fase è controllata dalle unità termiche, dal fotoperiodo e dall’intervallo fillocromico.

FASE 3 – Dall’inizio della crescita della spiga alla fioritura

Questa fase è controllata dalle unità termiche, dal fotoperiodo e dall’intervallo fillocromico

Una recente ricerca dalla Nuova Zelanda suggerisce che vi è una chiara risposta lineare alle vernalizzazione tra 0° e 8 ° C. Grani non alternativi esigono l’esposizione alle temperature ottimali di vernalizzazione per 50 giorni.

Le analisi genetiche hanno identificato tre geni principali associati alla risposta alla vernalizzazione: VRN1, VRN2, VRN3. Il gene chiave per la risposta alla temperatura è il VRN1. La variabilità di risposta alla vernalizzazione tra le varietà di grano si pensa sia determinata dalle differenze alleliche del gene VRN1

Foto: archivio fotografico Limagrain, account limagrain 123rf.com – author: Janis Smits