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Da circa una decina di giorni è stata resa pubblica la notizia di un accordo tra Cina e Russia per la realizzazione di una stalla, (dovremmo dire di un’industria) da 100.000 vacche da latte.

L’accordo tra la cinese Zhongding Dairy Farming e l’azienda russa Severny Bur vale 161 millioni di dollari. Mudanjiang nel northeast China è la cittadina che ospiterà il complesso agro-industriale, considerato che la stessa azienda si occuperà della trasformazione del latte in derivati pronti per il mercato. I foraggi saranno prodotti sfruttando un’area agricola di 100.000 ettari a cavallo tra Cina e Russia.

 

Stalla e caseificio aiuteranno la Russia a garantire l’approvvigionamento di latte e derivati dopo il divieto delle importazioni dagli Stati Uniti, Unione Europea, Norvegia, Australia e Canada iniziato lo scorso anno a causa delle sanzioni economiche legate al conflitto in Ucraina. Occorrerà attendere l’Agosto del 2016 prima che la Russia riapra le porte alle importazioni di prodotti alimentari, come latte o prodotti lattiero-caseari provenienti da tali paesi. Ricordiamo che prima del divieto russo l’UE esportava annualmente in Russia 300.000 tonnellate di formaggio, circa il 25% della sua produzione e che la mega stalla da 100.000 capi si prevede possa garantire una produzione di formaggi pari a 100.000 tonnellate,(quindi il 30% del totale annualmente esportato dall’UE in Russia).

La Cina non è di certo impreparata a stalle di simili dimensioni: la Modern Dairy Company alleva 40.000 capi da latte con 8 stazioni di mungitura (milking parlor), ha un impianto per la produzione di biogas e uno stabilimento per la pastorizzazione (guarda il video alla fine dell’articolo).

In ambito agricolo i rapporti Cina-Russia non si limitano solo al latte e alla fornitura di prodotti lattiero-caseari. All’inizio di questo mese, la cinese Huae Sinban ha firmato un accordo di locazione per 115.000 ettari di terreno nella regione russa di Transbaikal. L’azienda prevede di investire fino a 450 milioni dollari nel progetto nel corso dei prossimi 50 anni. L’accordo ha provocato molte discussioni in Russia ma la Huae Sinban prevede di prendere in affitto altri 200.000 ettari di terreno russo nel triennio 2015-2018.