Sabato 31 Gennaio si è tenuto a Rovigo Il convengo “Mais, coltura strategica per l’Agricoltura Italiana” organizzato da Assomais (http://www.assomais.it/)

Tra i molti interventi tecnico agronomici, interessanti anche le considerazioni di Silvio Pellati di PELLATI INFORMA s.a.s. (info e contatti:  silviopellati@teletu.it) in relazione agli scenari di prezzo per la soia e il mais.

Tali considerazioni sono state ribadite nella newsletter giornaliera di Pellati, così come riportiamo:

“Per  la  soia  vi  sono  le  attese  di  buone  produzioni  degli ormai imminenti raccolti in Brasile e Argentina. Le  condizioni  meteo  in alcune zone del Brasile non sono state ultimamente ottimali e quindi  le  produzioni  potrebbero essere ridotte, ma probabilmente, di molto poco. Venerdì una stima di un’analista solitamente ben “ascoltato“ (Safras)  portava la produzione a 95 milioni di  tons  contro  95,5  dell’USDA, quindi  riduzioni minime. Per quel  che riguarda l’Argentina la stima USDA,  non viene per il momento messa in discussione : 55 milioni di tons ( una produzione record ). Infine, vi sono  le stime di un aumento delle semine primaverili in USA: Allendale  stima un incremento del 3,7%  (e di conseguenza stima che le quotazioni di Chicago su Novembre 15 presto o tardi  possano  arrivare, se  le condizioni climatiche saranno normali….teniamoci….forte a 800 dall’attuale 945 )

Le semine del mais in USA invece dovrebbero calare e quindi questa è una buona ragione perché le  quotazioni  non  possano scendere ulteriormente. La stima di Allendale del calo delle superfici seminate, a questo  proposito, è  di  un  calo del  2,3%.  Un  supporto  alle  quotazioni  dovrebbe anche venire dalle vendite settimanali USA che si mantengono sempre a livelli discreti.

Quanto scritto da Pellati in relazione alla situazione in climatica brasiliana, trova riscontro anche in alcuni messaggi su twitter, anche se in generale la situazione non sembra così grave come quella riportata nel tweet sottostante, soprattutto alla luce del fatto che le raccolte sono al 10,5% e le rese molto buone.

Ma a quanto corrispondono gli 800 e i 945 che riporta Pellati ?

Secondo il sistema di misurazione adottato alla borsa di Chicago, 800 corrisponde ad un prezzo di 8$/bushel mentre 945 a 9.45$/bushel. Un bushel di soia corrisponde a 27,216 Kg in altre parole significa che 800 “vale” 293$/tonnellata e 945 corrisponde a 347.23$/tonnellata.

Secondo questa previsione (Allendale) il prezzo della soia a Novembre 2015 potrebbe quindi toccare un valore basso ma sarebbe fuorviante per il mercato del nostro paese, fare i calcoli con l’attuale cambio euro/dollaro (1.133$/€). Questo perchè in un contesto in cui molti ritengono che il dollaro possa continuare a rivalutarsi, se la moneta americana passasse da 1.133 a 1.000 (cosa “forte” ma non impossibile) la rivalutazione sarebbe del 12%. In altre parole considerando un deprezzamento da 800 a 945 su Chicago, quindi una riduzione del 16 %, il ribasso della soia per i paesi importatori, come per esempio il nostro, sarebbe solo del 4%. (16%-12%). Se il dollaro andasse a 1.100 la rivalutazione del dollaro sarebbe del 3% e quindi per la stessa dinamica Il ribasso della soia , nel nostro paese, sarebbe del 13%. Ciò che in sintesi sembra possa accadere è comunque una riduzione “apprezzabile” del prezzo della soia.

I colleghi americani di LG Seeds, (http://www.lgseeds.com/) ci segnalano oggi che, in un articolo pubblicato su Farm Futures, (http://farmfutures.com) ci sono ulteriori conferme di quanto scrive Pellati: Bryce Knorr senior market analyst per Farm Futures, stima in88.300.000 ettari la superficie che sarà seminata a soia, in tutto, quasi il 5% in più rispetto alle previsioni USDA di fine 2014 e quasi il 2% in più rispetto ad una indagine compiuta ad agosto dallo stesso FarmFutures.com. La superficie guadagnata dalla soia arriverà dal mais, la cui superficie seminata dovrebbe attestarsi a circa 88.5 milioni, in calo del 2,2% rispetto alla stima di Agosto di FarmFurures.com e del 2,6% in meno rispetto stima dell’USDA. Questo su scala mondiale potrebbe portare ad una rivalutazione del prezzo del mais e già i futures di Chicago sembrano seguire questa tendenza.

link al convegno http://www.assomais.it/il-mais-coltura-strategica-lagricoltura-italiana.html

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