Alcune aziende zootecniche (ma non solo) dopo aver raccolto la granella di mais procedono alla raccolta dei residui colturali, i quali, dopo essere stati trinciati e messi in andana, vengono imballati. Quando si tratta di una pratica messa in atto da un’azienda zootecnica il materiale viene reimpiegato in azienda, in stalla come lettiera, diversamente se si tratta di un’azienda solo cerealicola, i residui raccolti vengono venduti come ad esempio si fa con la paglia (sempre per utilizzo lettiera)

 

 

Se consideriamo una pianta di mais, il 45 % del peso è attribuibile alla granella, 8% al tutolo, 7% brattee, 12% foglie e 28% stocco. Naturalmente la proporzione tra le parti può variare nei diversi ibridi e soprattutto classi FAO ma in linea generale possiamo riassumere quanto segue:

Questo si traduce secondo quanto segue:

Ton.  granella ad ettaro (14%) Ton. residui ad ettaro
11 13
13 15
15 18
17 20

La raccolta dovrebbe avvenire con un’umidità del 25% o inferiore in ongi caso non superiore al 30% per garantirne una certa conservabilità. Considerando di raccogliere la granella attorno al 25% di umidità, le foglie saranno al 24%, le brattee al 45%, il tutolo al 42% e lo stocco al 68%; questo si traduce in una percentuale di umidità del “complesso” residui di circa il 30%.

L’asportazione del residuo, così come avviene per la raccolta dell’insilato, comporta però un ulteriore impoverimento nella fertilità del suolo ma mentre nelle aziende zootecniche (o biogas) si distribuisce successivamente il liquame, il letame o il digestato, (ripristinando in parte o in toto la fertilità) nelle aziende che hanno venduto l’insilato questo non avviene.

Dopo aver venduto l’insilato occorre quindi prevedere un piano di ripristino della fertilità, perchè asportando completamente la pianta, al terreno verrà a mancare una notevole quanità di Azoto e Potassio.

Ton. ettaro granella  (14%) Kg Azotoasportato ad ettaro Kg Fosforoasportato ad ettaro Kg Potassioasportato ad ettaro
11 80 21 116
13 93 24 134
15 111 29 161
17 123 33 179

 

Negli Stati Uniti, nelle aziende che allevano bovini pe rla produzuine di carne, i residui vengono anche inseriti nella dieta, direttamente in mangiatoia o liberando gli animali al pascolo “grazing” (Kansas, Nebraska). Foglie, brattee, tutolo e stocchi hanno una digeribilità media della sostanza secca (in percentuale)  rispettivamente pari a 58,68,60 e 51 con un contenuto proteico di 7, 2.8, 2.8 e 3.7

In uno studio condotto dalla Michigan State University si consiglia di aggiungere calce viva per aumentare la digestibilità oppure di“trattare” con ammoniaca per incrementare digestibilità, assorbimento e % proteica. (maggiori info: scarica il PDF )